Nel vasto altopiano delle Murge si erge un'area nota col nome di "Murge dei Trulli".
Quasi al centro di detta area si trova il territorio di Alberobello, cittadina unica al mondo che abbia una parte costituita esclusivamente dalle tipiche abitazioni rurali a trullo.
Alberobello deriva dal latino Sylva Arboris Belli (selva dell’albero della guerra), denominazione che chiaramente si riferisce all’antica Alberobello, zona completamente ricoperta di verde.
I primi trulli nascono intorno all’anno 1600 - 1620 per volere del conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona.
Costringendo i poveri contadini abitanti di Alberobello a vivere nel piccolo paese, Giangirolamo aspirava a costituire una zona propria, indipendente dal regno di Napoli.

Dopo un editto del 1637 (Prammatica de Baronibus), nel quale era espresso chiaramente l’obbligo di autorizzazione regia alla costruzione degli edifici, Giangirolamo costrinse i cittadini a costruire i loro trulli con pietra a secco, senza malta.

Il 27 maggio 1797, Alberobello fu dichiarata libera dalla Signoria dei Conti di Conversano e assunse il nome di Alberobello, cadde infatti il divieto di usare la malta per i trulli.
La superficie agraria e forestale di Alberobello è di 4031 ettari: è aumentata di circa 2000 ettari rispetto al 1797, dopo l'erezione di Alberobello a Comune.

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